Il Centro di ricerca scientifica ZRS Koper, in collaborazione con il Museo Civico di Idrija e l’Ospedale partigiano Franja, ha inaugurato mercoledì 20 maggio, presso il Centro di Scienze Umanistiche dello ZRS Koper, la mostra «Ospedale partigiano Franja – il gioiello nascosto d’Europa» e ha presentato il volume Franja: Memoria e monito.
La mostra sarà visitabile fino alla fine di giugno, dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 16:00.
Attraverso sei sezioni tematiche, la mostra avvicina i visitatori al funzionamento, all’organizzazione e alla vita quotidiana dell’ospedale partigiano. Grazie a fotografie, video, oggetti personali e testimonianze del personale, dei feriti e degli abitanti locali, vengono illustrati la cura dei pazienti, l’approvvigionamento di cibo, medicinali e materiale sanitario, nonché le numerose misure di sicurezza adottate per mantenere segreta la posizione della struttura. Un’attenzione particolare è dedicata all’ingegnosità e all’improvvisazione, indispensabili per curare e sopravvivere in condizioni estreme. La mostra è concepita in modo interattivo, consentendo ai visitatori di approfondire i contenuti tramite schermi touch con audio e video in più lingue.
Il vicedirettore dello ZRS Koper, il dott. Tilen Glavina, ha sottolineato: «Abbiamo deciso di avviare questa iniziativa insieme al Museo Civico di Idrija. Il palazzo del Centro di Scienze Umanistiche dello ZRS Koper ha una tradizione veneziana, ma abbiamo già ospitato mostre dedicate alla storia contemporanea e del Novecento. Siamo convinti che il movimento di liberazione nazionale meriti un posto nei nostri spazi.»



In merito alla straordinaria organizzazione dell’ex ospedale partigiano, l’autrice della mostra, Milojka Magajne, ha dichiarato: «L’ospedale poteva funzionare perché la popolazione civile che viveva nei dintorni era pronta a collaborare. Abbiamo voluto mostrare quanto fosse ampia questa rete. Non si trattava solo di pochi individui, ma di tutti coloro che contribuivano, da chi donava un litro di latte a chi trasportava i feriti o li accoglieva sotto il proprio tetto aiutandone la cura.»
La ricostruzione dell’Ospedale partigiano Franja, gravemente danneggiato dall’alluvione del luglio 2023, è ancora in corso. Attualmente si stanno installando reti protettive sopra la gola, cui seguirà la ricostruzione degli edifici ospedalieri danneggiati. Il direttore del Museo Civico di Idrija, il dott. Miha Kosmač, ha dichiarato: «I lavori sulle reti protettive dovrebbero concludersi a giugno; il progetto del percorso di accesso è nella fase finale, mentre per il risanamento delle baracche sono previsti entro la fine dell’anno sia la preparazione della documentazione sia l’avvio della gara pubblica. Sia il museo di Idrija sia l’Istituto per la tutela del patrimonio culturale della Repubblica di Slovenia hanno già predisposto proposte per l’intero processo di restauro.»
L’Ospedale partigiano Franja, nascosto nella difficilmente accessibile gola di Pasice, nella regione di Cerkljansko, rappresentò durante la Seconda guerra mondiale uno dei più importanti ospedali partigiani segreti della Slovenia. Tra il dicembre 1943 e il maggio 1945 furono costruite nella gola 14 baracche di legno, nelle quali vennero curati circa 600 feriti e malati di diverse nazionalità: oltre agli sloveni, anche italiani, appartenenti ai popoli dell’ex Unione Sovietica, croati, serbi, polacchi, francesi e perfino americani. L’ospedale prese il nome dalla dottoressa Franja Bojc, che ne guidò l’attività e insieme al personale si prese cura dei feriti in condizioni belliche estremamente difficili. L’Ospedale partigiano Franja è diventato simbolo di coraggio, umanità, solidarietà e lotta contro il fascismo e il nazismo. Per la sua grande importanza, la Commissione europea gli ha conferito il Marchio del patrimonio europeo.
Nell’ambito dell’inaugurazione della mostra è stato presentato anche il volume Franja: Memoria e monito, che raccoglie i contributi di dodici autrici e autori dedicati alla nascita, all’organizzazione e al funzionamento dell’ospedale partigiano. Le introduzioni sono state curate dal dott. Samo Zver e dal dott. Miha Kosmač.
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