Giovedì 18 giugno alle ore 11, presso il
Centro di Scienze Umanistiche dell’ZRS Koper (Kreljeva 6), si terrà una tavola rotonda dal titolo: La cooperazione sloveno-cinese nel campo della scienza,
organizzata dall’ZRS Koper (Istituto per gli studi filosofici e religiosi dell’ZRS Koper) e dal Consiglio commerciale sloveno-cinese presso la Camera di commercio e dell’industria della Slovenia.
A 280 anni dalla partecipazione del gesuita sloveno Avguštin Hallerstein all’installazione degli strumenti astronomici nell’osservatorio imperiale di Pechino, ricercatori sloveni e cinesi collaborano in numerosi ambiti, ottenendo risultati significativi grazie a questa cooperazione, di cui però il grande pubblico viene a conoscenza solo raramente. Istituzioni e singoli ricercatori nei campi delle discipline umanistiche, delle scienze sociali, delle scienze naturali, della tecnologia e della medicina collaborano con partner cinesi alla ricerca su numerosi temi scientifici di attualità e i loro progetti comuni si collocano ai vertici mondiali per eccellenza scientifica. La tavola rotonda sarà quindi dedicata ai diversi aspetti della cooperazione sloveno-cinese nel campo della scienza; ricercatori e ricercatrici di diverse discipline presenteranno le loro esperienze di collaborazione con i colleghi cinesi ed evidenzieranno i risultati comuni, lo stato della cooperazione di ricerca tra i due paesi e le orientazioni future.
Alla discussione parteciperanno:
- il dott. Žiga Vavpotič, presidente del Consiglio commerciale sloveno-cinese;
- la dott.ssa Helena Motoh, direttrice del Centro di studi asiatici dell’ZRS Koper;
- il prof. dott. Griša Močnik, direttore del Centro di ricerca sull’atmosfera dell’Università di Nova Gorica e
- la dott.ssa Nataša Viršek Ravbar, direttrice dell’Istituto per la ricerca sul carsismo dello ZRC SAZU.
La tavola rotonda sarà moderata da Nina Slaček, giornalista di Radio Slovenia.
L’evento è finanziato dall’Agenzia pubblica per la ricerca scientifica e l’innovazione della Repubblica di Slovenia (ARIS) nell’ambito del programma di ricerca Aree di confine: spazi di convivenza culturale e sociale in un’epoca di rischio e vulnerabilità (n. P6-0279).


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