Presso il Centro per le Scienze Umanistiche dello ZRS Koper si è svolta il 15 aprile la presentazione del nuovo programma internazionale Santorio Residential Fellowship. I promotori sono lo ZRS Koper e il Centre for the Study of Medicine and the Body in the Renaissance (CSMBR) di Pisa, che hanno unito le forze per istituire il programma, intitolandolo allo scienziato capodistriano Santorio Santorio (1561–1636), pioniere della medicina sperimentale. In onore del celebre cittadino di Capodistria è inoltre in corso una serie di eventi nell’ambito dell’Anno santoriano 2026.
Il programma Santorio Residential Fellowship è stato presentato dal dott. Fabrizio Bigotti (CSMBR) e dal dott. Tilen Glavina (ZRS Koper). Si tratta di un’iniziativa di sostegno rivolta a ricercatori affermati che si occupano dello studio delle fonti archivistiche nell’area istriano-veneta e adriatica. Lo ZRS Koper offre loro un soggiorno di un mese presso il Centro per le Scienze Umanistiche (palazzo Tiepolo–Gravisi a Capodistria), mentre il CSMBR copre parte dei costi aggiuntivi. L’evento ha incluso anche una conferenza del primo beneficiario della borsa, il dott. Johann Petitjean, intitolata: «Public Health Frontiers: Information, Knowledge, and Governance in the Early Modern Adriatic».
Il dott. Petitjean proviene dall’Università di Poitiers, in Francia, e la sua ricerca si concentra sui registri della sanità pubblica nel periodo della prima età moderna nello spazio adriatico. Nell’ambito della sua attività di ricerca a Capodistria, analizza come la gestione della sanità pubblica nella Repubblica di Venezia nella prima età moderna funzionasse come uno strumento fondamentale di governo statale, contribuendo a modellare il potere politico e il controllo territoriale nelle aree di confine adriatiche e balcaniche. Si dedica inoltre all’analisi della circolazione del sapere sulla salute, delle normative e delle informazioni sulle epidemie tra le istituzioni centrali veneziane e le aree periferiche, quali la Dalmazia, l’Istria, l’Albania ottomana e le isole greche.
Durante il suo soggiorno a Capodistria, il dott. Johann Petitjean si dedica principalmente alla raccolta di materiale archivistico. «Di solito, quando chiedo di determinati documenti, mi rispondono che si trovano sicuramente a Venezia – ma forse anche in qualche armadio qui», ha commentato lo storico, che resterà a Capodistria fino alla fine di aprile.




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