ANNALES  6/'95


KOMPLEKS PIRANSKE ŽUPNE CERKVE SV. JURIJA
(Korak k odkrivanju novih umetnostnozgodovinskih dejstev?)

UDK 726.54(091)(497.12 Piran)

 

Darja MIHELIÈ, dr., izredni profesor Univerze v Ljubljani, znanstveni svetnik ZRC SAZU, 61000 Ljubljana, Novi trg 4,SLO dott., professore straordinario

Kompleks Piranske župne cerkve Sv. Jurija

Annales: Anali za istrske in mediteranske študije, 6, 1995, s. 7-14

Prispevek najprej predstavlja podrobnejši podobi Pirana za èas od predaje Benetkam (1283) do srede 14. stoletja in za konec 16. in prva desetletja 17. stoletja, potem pa védenje izpopolni še s podatki iz piranskega kapiteljskega arhiva. Pomembne izsledke nudi glede kompleksa piranske župne cerkve sv. Jurija.

UDC 726.54(091)(497.12 Piran)

Darja MIHELIÈ, dott., professore straordinario nell'Università di Lubiana, consigliere scientifico CRS ASSA, 61000 Ljubljana, Novi trg 4, SLO

Il complesso della chiesa parrocchiale di San Giorgio a Pirano (Un passo verso la scoperta di nuovi elementi storico artistici?)

Annales: Annali di Studi istriani e mediterranei, 6, 1995, p.p. 7-14

Il lavoro di ricerca inizia presentando un'immagine dettagliata della città durante il periodo che va dall'atto di dedizione a Venezia (1283) sino alla metà del XIV secolo, continua con il periodo fra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento e termina completando lo studio con i dati provenienti dall'archivio capitolare.

All'interno delle mura che circondavano il castrum piranese, sulla cima settentrionale della punta di Pirano, (probabilmente) già nell'XI secolo si ergeva la chiesa di San Giorgio. Da quel punto le mura scendevano sino al mandracchio interno che, prima della metà del Quattrocento e del pericolo costituito dai Turchi, si trovava al di fuori di esse.

Le case della Pirano medievale erano in muratura e legno. Vi si accedeva per delle scale. Oltre a finestre e porte avevano, spesso, terrazze, balconi e pergolati. Rare le notizie di case a più piani anche se, probabilmente, non erano infrequenti. Caratteristica di alcune case erano le torri. Certe disponevano infine di condotti fognari, collegati ai canali di scolo, di pietra e malta, che facevano defluire le acque putride lungo le strette viuzze cittadine. Il rifornimento idrico era assicurato dai pozzi mentre si ha notizia anche di acqua piovana raccolta dai tetti. Accanto alla casa c'era spesso un cortile e vicino le cantine e gli orti.

Il cuore di Pirano era costituito dal porto, sua finestra sul mondo. I cittadini cercarono perciò di adattarlo alle loro necessità. Il mandracchio interno era il centro funzionale della città, come dimostrato da una serie di pregevoli edifici comunali, eretti fra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento e dagli uffici ivi trasferiti dalla zona centrale di Piazza Vecchia. Nel Trecento inoltre aveva pieno vigore la costruizione di edifici di culto.

Nei primi decenni del Seicento la chiesa di San Giorgio subì una radicale ricostruzione. Si rifece una nuova volta sopra l'altare maggiore e si innalzò il nuovo campanile, dalla parte opposta di quello vecchio. Verso la Punta (in luogo del vecchio campanile) venne eretta infine la nuova facciata.

Qual'è l'immagine della città che si ricava dai documenti dell'archivio capitolare? Negli anni Trenta del XVI secolo si rese necessario scavare il fondale vicino al molo. Più di cento anni dopo il mandracchio venne nuovamente dragato e reso più profondo. Verso la metà del Seicento si procedette alla riparazione del molo, mentre un secolo e mezzo più tardi lo stesso venne esteso e il porto reso nuovamente più profondo. In seguito all'odore nauseabondo e alla continua necessità di ricorrere a lavori di manutenzione, sul finire del secolo scorso si decise finalmente di interrare il mandracchio.

Verso la metà del Settecento alcune vie di Pirano necessitavano di venir rifatte. Dai dati sulla costruzione della nuova cisterna (1774) possiamo arguire che esistevano aumentate richieste di acqua. Una ventina di anni più tardi si procedette ad aggiustare la cisterna di Piazza Vecchia.

I documenti dell'archivio capitolare completano l'immagine della chiesa parrocchiale di San Giorgio, nel periodo antecedente la ricostruzione dei primi decenni del Seicento e subito dopo di essa. Agli inizi del Cinquecento viene così menzionata la costruzione di una cappella dentro la chiesa. Non si sa invece quando venne demolito il vecchio battistero, dalla parte della chiesa che guarda verso la Punta. Stando ad un dettaglio della Madonna e santi di V. Carpaccio, si può stabilire che nel 1519 esistevano sia il vecchio battistero dalla parte dell'antico campanile (verso la Punta) che la nuova cappella dalla parte opposta.

Del periodo successivo alla ricostruzione della chiesa, eseguita nei primi decenni del Seicento, l'archivio capitolare conserva una piccola nota sulla posa, nel 1637, di una lastra a lato dell'entrata, in onore della consacrazione.

Un reclamo della seconda metà del XVIII secolo fa intendere che mentre San Giorgio offriva alla vista un'immagine elegante e simmetrica, la sua sacrestia si trovava in uno stato indecente e indecoroso: sul coro vigeva il massimo disordine, il luogo riservato ai cantori era troppo angusto e era impellente l'acquisto di un contrabbasso. Il reclamo arrivò alle persone giuste e tutte le lacune vennero colmate.

Il pittore Giovanni Pagliarini nel 1844 eseguì il Martirio di San Giorgio. Il dipinto venne donato alla chiesa parrocchiale che però non disponeva di uno spazio adeguato ad accoglierlo. Venne perciò deciso di rifare il passaggio che portava al vecchio ossario in disuso nel prolungamento della cappella di San Giovanni Evangelista e li porre il dipinto. Ottenuti i permessi necessari il lavoro venne eseguito. La cappella di San Giovanni Battista, che in precedenza aveva avuto lo stato di chiesetta indipendente, divenne così parte integrante della chiesa parrocchiale.

Dopo la metà del XIX secolo (1866) nel (nuovo) cimitero parrocchiale venne eretta una cappella dedicata al martiri Ermagora e Fortunato.

Nell'archivio capitolare si trova anche una ricca documentazione sulla chiesa della Madonna della Neve risalente agli anni fra il 1620 e il 1728. Nel secolo scorso diverse chiese necessitvano di rastauri: S. Pietro, la chiesa della Consolazione e S. Clemente. La chiesa di S. Nicola delle mura venne invece demolita nel 1859.

L'archivio capitolare e l'ex archivio civico contengono ancora un'infinità di documenti non catalogati che permetterebbero una migliore conoscenza dello sviluppo della città. Al ricercatore si offrono così infinite possibilità di trovare nuove (o vecchie) verità, storiche e non.

UDC 726.54(091)(497.12 Piran)

Darja MIHELIÈ, PhD, senior lecturer of the University in Ljubljana, scientific councillor, ZRC of SAZU, 61000 Ljubljana, Slovenia

The Complex of St. George Parish Church in Piran
(A step to discovering new facts in the history of arts?)

Annales: Annals for Istrian and Mediterranean Studies, 6, 1995, pp. 7-14

First the article presents more into detail the portraits of the town at two different periods of time: from its surrender to Venice in 1283 to the middle of the 14th century and from the end of the 16th century into the first decades of the 17th, then some facts from the chapter archives are added to the knowledge. Some significant results are offered concerning St. George parish church in Piran.

UDK 726.54(091)(497.12 Piran)

Dr. Darja MIHELIÈ, außerordetlicher Professor der Universität in Ljubljana, ZRC der SAZU, 61000 Ljubljana, Slowenien

Der Komplex der Pfarkirche St. Georg in Piran
(Ein Schritt zur Entdeckung neuer kunsthistorischer Fakten?)

Annales: Annalen für istrische und mediterrane Studien, 6, 1995, S. 7-14

Der gibt zunächst ein ausführliches Bild Pirans von der Zeit der Übergabe der Stadt an Venedig (1283) bis zur Mitte des 14. Jahrhunderts und vom Ende des 16. Jahrhunderts bis zu den ersten Dezenien des 17. Jahrhunderts. Derauf bereichert er unsere Kenntnisse mit einigen Angaben aus dem Kapitelarchiv in Piran. Bedeutende Ergehnisse bietet er auch hinsichtlich des Komplexes der Pfarkirche von St. Georg in Piran.